LE COSE CHE MI INSEGNA MIO PAPA’
Io e il papà siamo buoni amici.
Posso chiamarlo in molti modi – Ah, Aba, Papa, Papà- e lui arriva festoso.
Mi insegna delle cose alternative rispetto alla mamma. Ad esempio so già memorizzare dei numeri lunghissimi sulla rubrica del suo cellulare (ed è una cosa molto utile), so regolare i toni dello stereo (ed è una cosa utile) oppure posso soffiare dentro un tubo di cartone (questo non so se è utile).
Spesso mi parla della sua squadra del cuore e dei libri che è bene leggere, altre volte mi aiuta a sindacare con operai stanchi e insoddisfatti.
Ma il nostro momento più intimo è dedicato alla cura dei suoi piedoni; li adoro: si muovono di continuo e in maniera articolata, mi fanno il solletico, mi tendono agguati, raccolgono oggetti. A volte scappano via, nascosti nelle sue scarpe, ma non mi preoccupo: loro conoscono da soli la strada di casa.
Minestrine? yogurtino? banana? roba per salutisti. Io ho scoperto la cioccolata! "Gnam gnam": dico a voce alta ogni volta che la trovo dalla nonna. Lei la nasconde in frigo, ma io so come fare per aprire quello sportello; poi bastano pochi gesti veloci con le dita e oplà! Mm squisita, ma non ditelo a papà.
Dicono: "Tutta sua mamma" - quando trangugio cioccolata.
Dicono: "Tutta suo papà" - quando non la smetto di leggere libri.
Estate: tempo di sole e di bagni. E non serve mica andare al mare per divertirsi con l'acqua.
Io e le mie paperine siamo sempre impegnate a sguazzare nei lavandini di casa. Ridono moltissimo quando le tuffo in acqua o le faccio salire su barchette improvvisate o le intrattengo con la spugna "pisciona". Ridono un po' meno quando le asciugo: vorrebbero stare tutto il giorno a mollo, quelle viziose.
Brividi di freddo e di piacere quando vado alla fontana di Silans. Lì l'acqua è potente e pura perchè arriva direttamente dalla montagna.
Elegante ed evocativa la fontana della piazza di Venzone; si, bella, ma è sconveniente sguazzarci con i piedi. Allora, via di corsa sull'erba!
E l'acqua del lago di Cavazzo? Mitica! E' piena di pesci giganti e oche urlanti e papere mangione. Se solo riuscissi ad afferarne una!
Avere più di un anno significa che il mio pollice opponibile funziona perfettamente e con precisione ed inoltre le mie gambe mi permettono nuovi concetti di stabilità e mobilità (certo, ancora da perfezionare). Così le mie settimane sono sempre occupate da varie attività; di recente mi sono impegnata molto ad aiutare mamma e papà con il cambio stagione degli armadi,

poi è stata la volta del giardinaggio: è un’attività rilassante; mettere le mani nella terra e spargerla ovunque dà soddisfazione se poi c’è del basilico da estirpare ancora meglio. In terrazza ho un vaso tutto mio dove affondare le dita.

Sono pure diventata amica dei merli che nidificano qui vicino. Preparo per loro molte briciole di pane che metto sul davanzale e poi aspetto di vederli becchettare allegri.
E non sono gli unici animali che vizio. La più golosa divoratrice di biscotti è Bessi, il cane del vicino,
mentre i pesciolini del parco fanno a gara per le briciole che gli lancio.
Nonostante tutti questi impegni trovo sempre dei ritagli di tempo per me. In palestra faccio step,
al pomeriggio mi rilasso davanti alla tv
e alla sera mi dedico alle cure di bellezza.

Ah, dimenticavo, sto anche frequentando un corso per piccoli “pagliacci”.
Eccomi, un anno dopo!!

Dopo centinaia di pannolini, di pappette, di pianti, di baci e abbracci di mamma e papà, dopo milioni di cose già imparate e miliardi di cose da vedere e da scoprire, dopo il primo natale e la prima gastroenterite, i primi passetti e la prima pizza della mia vita (poca, però...), dopo la prima vera torta di compleanno, dopo le prime paroline e le prime risate, quelle vere.....
....dopo tutto.....
ECCOMI QUI, (assieme a decine di animaletti e quei due pupazzi animati che sono mamma e papà) HO GIA' UN ANNO!!!!!



AUGURI MAMMA!!!!!!!!!!!
AUGURI PAPA'!!!!!!!!!!!!

Vi giuro che ci ho provato in tutti modi. Mi sono fatta venire laringite, tosse, febbre e soprattutto raffreddore. Non è servito a nulla. Giovedì 28 si sono tutti alzati presto, papà tutto elegante è uscito per tornare qualche minuto dopo assieme ad una signora mai vista, che si è messa a parlare con me sul fasciatoio, mamma mi ha vestita di bianco e poi tutti assieme siamo usciti. Sotto il portico del municipio c'era un po' di gente, siamo tutti saliti al secondo piano (io saldamente in braccio alla mamma, che era emozionata) dove un signore alto con una fascia colorata addosso ha detto alcune cose per me incomprensibili, poi mamma e papà hanno detto un sonoro Sì (però non ho capito la domanda...), si sono infilati reciprocamente al dito un bellissimo anello dorato e poi tutti hanno applaudito, mentre lo zio Graziano sparava colpi di flash a ripetizione. Infine siamo usciti di nuovo e tutti hanno lanciato addosso a questi due tantissimo riso (che spreco! non era meglio cucinarlo?). Insomma, come mi ha spiegato la cugina Sara (e io le credo perché lei viene da Parigi), mamma e papà SI SONO SPOSATI! Certo, io sono molto contenta, ma non ho capito tutte queste feste, questi successivi brindisi e queste chiacchiere. Dopo una mezz'oretta mi sono stufata, ho dato un paio di colpi di tosse e ho starnutito in faccia praticamente a tutti, ottenendo così di tornarmene a casa con mamma e soprattutto con la sua bellissima tetta!
Di tutta questa giornata mi hanno detto che c'è per ora solo questa foto ricordo, fatta dal famoso attore Beppe (quello che è venuto a trovarmi l'estate scorsa). Devo dire, tutti e tre siamo molto belli!!

Ora sto un po' meglio, mamma ha smesso di infilarmi nel sederino quelle orrende supposte e oggi ho fatto anche il bagnetto. I due sposini hanno ripreso a dormire...poveretti, gli ho rovinato tre notti intere!
Penso che anche mamma e papà siano d'accordo con me: non è cambiato nulla, anche se loro due sorridono un po' di più!!
Finalmente sono riuscita a strappare di mano questo coso a papà!!!

Non ne posso più di lui, sono giorni che non fa altro che parlarci dentro e scrivere cose...

Quello che non capisco è quel che dice e scrive. Parla solo di lista, di invitati, di abiti, di pranzo e di ricevimento...

.. e poi una parola strana, tipo bob.. bobor... bombon.... boh, non capisco proprio!
So solo che tutti e due mi hanno detto: mi raccomando, tieniti libera per una di queste mattine e, mi raccomando ancor di più, fai la brava quel giorno. QUALE GIORNO? PERCHE'??? Aiuto!
Io so solo che in questi giorni la mamma è contenta, ride e canta cose piuttosto sconnesse. L'importante è che sia felice di giocare con me!

(non l'ho mai detto, ma le sue lunghe gambe mi piacciono proprio!!)


Nel frattempo, io mi tengo allenata con la guida.

Come si vede, ho imparato a parcheggiare tra forno e lavastoviglie!
Amici, ho raddoppiato! Nove mesi nella pancia e nove mesi fuori! Non saprei dire in realtà cosa è meglio, ma mi par di capire che qui fuori ci sono UN SACCO di cose in più da fare e da capire.
Avere nove mesi vuol dire tante cose.
Significa che a volte ti fanno sedere sul seggiolone con la cuffia in testa e tu ti domandi perché...

(perché si sta per uscire, naturalmente)
...significa giocare con papà con lo stenditoio vuoto e tu ti domandi perché sta lì aperto e vuoto...

(perché io vado letteralmente matta per le mollette)
...significa che papà fa al solito lo scemo e si mette un tappo di plastica in bocca e tu non capisci cosa vuole...


(vuole che tu glielo prenda e glielo rimetta in bocca)
... significa anche trasformare il fasciatoio in sala lettura, o meglio in anticamera del bagno per far più tranquillamente il bisogno grosso (cacca, insomma)...


... significa scendere a patti col cane giù in cortile, che a volte abbaia giorno e notte e non ci fa dormire molto bene (loro non dormono, perché io in un modo o nell'altro una tetta la rimedio sempre)...


... significa anche e soprattutto fare i pagliacci con il catino della biancheria, che a volte diventa un bellissimo aeroplano a propulsione umana...



Insomma, avere nove mesi è parecchio divertente e sto scoprendo un sacco di cose sempre diverse. Per dire, ora qui non posso farvi ascoltare ma se dico "PA'!!!" a voce alta ottengo quasi sempre che papà accorra, a volte sbuffando ma molto più spesso ridendo.
E quando non è in casa mi tocca arrangiarmi con i giochi che mi fa fare quella santa donna della mamma.

